IL CANALE DI CALUSO

 Bealera Brissaca un’opera del Cinquecento essenziale per l’agricoltura canavesana

Un runner lungo il Canale di Caluso a Bairo

Outdoor lungo il Canale

Per gli amanti dello sport all’aria aperta alcuni tratti del canale sono affiancati da strade sterrate l’ideale per correre, andare in mountain bike, camminare a passo di nordic walking oppure per un’escursione a cavallo. A Bairo il canale consente di godere della tranquillità della campagna, mentre a San Giorgio Canavese si può ammirare l’ingresso monumentale di una delle “Bocche” settecentesche, due gallerie che permettono all’acqua del canale di superare le colline moreniche, sempre in questo tratto una sorpresa: un esempio di archeologia industriale il ponte pensile di ferro per il passaggio pedonale.

Il paesaggio lungo il Canale

Seguendo il Canale lungo il suo percorso pianeggiante si possono apprezzare le colline, prevalentemente ricoperte di boschi e vigneti, della morena ovest dell’Anfiteatro Morenico d’Ivrea (in cui si trovano zone protette SIC) mentre in lontananza si stagliano le montagne canavesane, dalla Bella Dormiente al Mombarone. 

Quasi ogni Comune, attraversato dal canale, ha il suo castello che domina dall’alto il borgo sottostante. Alcuni ottimamente conservati che ospitano o residenze private o location per eventi come: Castellamonte, San Giorgio Canavese, Montalenghe, Barone, Mazze e altri ormai ridotti in rovina come quelli di Orio e Caluso, quest’ultimo con un belvedere verso la pianura Torinese. 

Oltre a questi molti sono i punti di interesse culturale che vanno da quelli religiosi: piloni votivi, cappelle devozionali, santuari e chiese all’archeologia industriale, composta da antichi mulini, opifici, fornaci, piste da canapa, filatoi agli edifici rurali, le cascine molti dei quali hanno perso l’originaria funzione agricola e sono destinate a residenza.

Spineto inzio Canale di Caluso

Bealera Brissaca: la storia

Voluto dal Maresciallo di Francia Charles Cossè de Brissac, da cui prende il nome, fu costruito tra il 1556 e il 1560, su progetto dell’ing. vicentino Francesco Orologi, per l’irrigazione delle colture e per l’alimentazione di mulini ed opifici.

Alimenta il Canale di Caluso l’acqua del torrente Orco. All’altezza di Spineto, vicino a Castellamonte, l’acqua viene deviata per percorrere le campagne sino a Caluso per poi continuare fino alla Mandria di Chivasso, quest’ultimo tratto fu però realizzato in epoca successiva. Si tratta di un’opera essenziale per l’economia agricola del Basso Canavese. La lunghezza del canale è di 28 chilometri sino al ponte della cascina Savonera a Mazzè.

Canale di Caluso

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