Lo spirito dell’Ostello e il “distanziamento sociale”

24/04/2020

In questi giorni in cui si pensa alla fine del lockdown, iniziato lo scorso 9 marzo, Lorella Lavatori responsabile dell’Ostello del Canoa Club di Ivrea (Partner con noi nella promozione del Canavese) ci consegna alcune righe per non smettere, come scrisse Virginia Woolf, di “Battere le ali contro la tempesta avendo fede che dietro questo tumulto splenda il sole.”
Tutto inizia con la domanda di Facebook “a cosa stai pensando?”

Lorella Lavatori
Responsabile Ostello Canoa Club di Ivrea

 “A cosa sto pensando?”

Beh… penso a un paio di mesi fa quando, con gioia e trepidazione, abbiamo riaperto l’ostello ringiovanito e con alcune novità, e a qualche giorno dopo quando il carnevale è stato sospeso e tutti sono rientrati a casa in anticipo rispetto al previsto.

    Penso all’ ostello che da un momento all’altro si è svuotato… penso che ancora fino a ieri mi sono giunte le cancellazioni, le disdette, le richieste di rimborso di gruppi che avevano già versato la caparra… da marzo fino ad ottobre compreso, penso che in pochi giorni una situazione bella e stimolante sì è completamente capovolta. Penso che faticherò a convivere con questa idea e faticherò a spiegarla ai miei figli…

    Penso che “il distanziamento sociale” che oggi ci viene imposto ed è la parola d’ordine, è esattamente l’antitesi di ciò che l’ostello rappresenta. L’ ostello è socialità, condivisione, comunione, allegria, calore… tutto quello che una mascherina un paio di guanti e una barriera in plexiglas preclude… Non so cosa ci aspetterà, non so come io ed i miei colleghi faremo… ma certamente dover scegliere se venire meno a questo aspetto umano del mio lavoro o continuare a farlo con altre modalità, mi metterà in crisi.

    Mi manca il casino dell’ostello mi manca il vociare della gente, dei pellegrini, degli atleti, mi mancano le loro storie i loro racconti, mi mancano i loro discorsi mentre spadellano, mi mancano i profumi che si diffondono negli ambienti, mi manca il loro rilassarsi in giardino ascoltando il suono incessante della Dora, mi manca raccontare Ivrea a chi non la conosce, mi mancano i miei ” ragazzi speciali”, il loro sorriso, il loro entusiasmo nel fare le attività, mi manca quell’atmosfera di casa, di amicizia, di benessere che in ostello immancabilmente si crea. E non perché siamo i più belli e più bravi ma perché questo è lo spirito dell’ostello, e se questo spirito si ammala di Covid19 allora l’ostello smette di esistere.

      Penso infine che… ho sempre lottato per le cose in cui credo e che non sono mai scesa a compromessi se questo significava sacrificarne l’essenza. E non comincerò di certo adesso. Penso che una tempesta porti prima o poi sempre la quiete e la calma per ricostruire e reinventarsi in un modo o nell’altro.

      E allora aspettiamo! In bocca al lupo e un abbraccio vero caldo forte a tutti in barba al virus!

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