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“SULLE ORME DELLA FRANCIGENA”

Da Donnas a Pont St. Martin

Nicola Ferrero

“I genitori danno due cose ai figli: le radici e le ali.”

Proverbio indiano del Quebec

Ad agosto, a Pont St. Martin, prima tappa della Via Francigena morenico-canavesana, ritorna ogni anno un entusiasmante evento: “Sulle orme della Francigena”.

La prima edizione della manifestazione è stata organizzata domenica 6 settembre 2015 e noi abbiamo colto l’occasione di partecipare ad un’iniziativa dell’Associazione La Via Francigena di Sigerico di Ivrea. Di prima mattina alla stazione ferroviaria di Pont Saint Martin con un folto gruppo di persone, accomunate dall’amore per la storia, e la passione per le camminate, abbiamo preso un bus navetta e ci siamo diretti a Donnas, tappa iniziale del nostro “cammino” sulle orme della Francigena.

LA VIA DELLE GALLIE

Donnas rimangono le indelebili tracce dell’antica strada consolare “delle Gallie” che i pellegrini percorrevano per spostarsi da Canterbury a Roma e viceversa, così come annottato dall’arcivescovo Sigerico nel 990.

La strada, costruita dai romani per attraversare i due valichi dell’Alpis Graia (Piccolo San Bernardo) e Alpis Poenina (Gran San Bernardo) e raggiungere così più agevolmente la Gallia e la Germania, è intagliata nella roccia viva. Costruita sulla parete della montagna più esposta al sole, e a debita distanza dal fiume, mostra i segni evidenti del passaggio di tanti carri e della costante distanza delle ruote di questi mezzi di trasporto, i solchi lasciati nella pietra grigia sono simili ai binari di un treno.

Si può ancora vedere, scolpita nella pietra, la colonna miliare che indicava la distanza da Augusta Pretoria, l’odierna Aosta.

Ci troviamo al XXXVI miglio, a circa 54 chilometri, dal capoluogo valdostano (e a 25 km da Ivrea). Qui si può ammirare l’arco simbolo di Donnas, scavato nella roccia, risalente al I secolo a.C., alto 4 metri e largo 3. Nel Medioevo era utilizzato come porta del borgo, e sistema difensivo, infatti la Dora Baltea scorreva sotto il paese e la montagna rocciosa non permetteva altri passaggi.

Successivamente abbiamo proseguito il nostro itinerario visitando la Cappella di Sant’Orso, l’Ecomuseo del vino, la Confraternita dello Spirito Santo e la latteria turnaria di Tréby.

  • Centro storico Donnas

  • Ecomuseo del vino

  • Ecomuseo del vino

  • latteria turnaria di Tréby

    • Centro storico Donnas

    • Ecomuseo del vino

    • Ecomuseo del vino

    • latteria turnaria di Tréby

      VIGNETI E SCORCI CANAVESANI

      Abbiamo lasciato Donnas e ci siamo diretti verso Pont St. Martin per ammirare i terrazzamenti di vigneti. Oggi la tecnologia per fortuna è venuta in soccorso e una moderna cremagliera aiuta i temerari produttori della zona.

      Qui la valle si apre è offre in lontananza un bellissimo scorcio sull’Anfiteatro Morenico d’Ivreache avvolge il nostro Canavese con il Castello di Montalto e poco dietro la collina di Masino
      Abbiamo preso quindi la mulattiera per Perloz per fermarci al piccolo cimitero di Fontaney dove sorge la recentemente restaurata chiesa cimiteriale e siamo arrivati al Ponte Romano sul Torrente Lys, l’ultimo grande tributario valdostano della Dora Baltea. Dove ci aspettava un’emozionante sorpresa…

          UNA PORTA SUL MEDIOEVO

          Ad accogliere noi pellegrini sul ponte un cavaliere in armatura, con a fianco il Diavolo e dietro su ambo i lati tanti tamburichiarine, sullo fondo il signore con la sua corte, il vescovo e varie dame appartenenti alla corte medievale.

          L’atmosfera molto suggestiva ci ha trasportati nel Medioevo, ci viene porto il pane del pellegrino, un pezzetto di pane da intingere nel sale, a memoria di un tempo lontano quando ai viandanti veniva offerto cibo e ospitalità.

          • Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire
            • Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire

              La porta del tempo ci trasporta nella casaforte del Signore dove incontriamo l’Erborista la Maga che ci danno il loro benestare e il via libera per accedere alle stanze del Signore del maniero. Qui lo troviamo a discutere con il Podestàil Vescovo e il Cavaliere in Gran Consiglio per decidere se intervenire nella guerra ai confini della contea.

              Alla fine la decisione è presa il Cavaliere si appresta a partire, ma prima può chiedere la mano della sua amata e festeggiare tutti insieme al convivio, mentre i più piccoli possono intrattenersi con giochi di un tempo lontano.

              Che dire una giornata intensa e indimenticabile per il susseguirsi di emozioni provate, per le persone incontrate e per la collaborazione che gruppi diversi hanno saputo testimoniare suggerendo la chiave per valorizzare il territorio: unire le forzeBravi !!!

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              “Sulle orme della Francigena”, https://canaveselab.it/sulle-orme-della-francigena/